La nostra storia

01 · La bancarella

Tutto è iniziato da una piccola bancarella fatta per gioco.

Leo stava giocando con il suo cuginetto Lorenzo. Avevano organizzato la classica bancarella dei bambini: piantine, vasetti e piccoli oggetti messi insieme per gioco.

Quando è arrivato il momento di scegliere un nome, Leo ha proposto spontaneamente:

“Le Piccole Cose”.

Quel nome è rimasto.

Piantine. Vasetti. Piccoli oggetti.

Una bancarella fatta per gioco, e un nome detto senza pensarci troppo.

02 · Da quel nome è nata un’idea

Non vendere semplicemente cose personalizzate.

Da quella bancarella nasce l’idea di costruire un posto in cui l’immaginazione dei bambini possa diventare qualcosa di vero e personale.

Non un catalogo di grafiche già pronte. Non un semplice servizio di personalizzazione con nome o iniziali.

Un luogo in cui un genitore può partire da ciò che il proprio bambino ama, immagina, sogna o inventa e trasformarlo in una grafica unica, da portare sui suoi oggetti di ogni giorno.

Una bambina che vola sulle nuvole sul dorso di una balena: prima l’immaginazione, poi la forma

03 · Prima viene l’idea

Il bambino immagina. Poi arriva la forma.

Un dinosauro che vola tra i pianeti. Un cane pirata. Una casa costruita sulle nuvole. Qualunque cosa abbia in testa un bambino può prendere forma.

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04 · Non scegli una grafica. Nasce la sua.

Si parte dalla sua immaginazione.

Molti posti permettono di scegliere un prodotto, scegliere un disegno già pronto, aggiungere un nome.

Le Piccole Cose di Leo parte da un altro punto:

Non scegliere una grafica per tuo figlio. Creala a partire dal suo mondo.

05 · Il Quaderno delle Meraviglie

Ogni idea diventa una pagina.

Il Quaderno delle Meraviglie non è soltanto un disegno. È il posto in cui le idee restano.

Possono essere custodite, riguardate e, più avanti, riutilizzate su nuove piccole cose.

Il suo Quaderno è l’archivio personale dell’immaginazione del bambino, non una gallery di immagini generate.

06 · La tecnologia resta dietro le quinte

La tecnologia ci permette di dare forma.
L’idea resta sua.

Il vero prodotto non è lo strumento. Il vero prodotto non è nemmeno soltanto lo zaino o la maglietta.

Il prodotto è il percorso: immaginazione, creazione, oggetto reale.

Il bambino è il protagonista. Noi diamo forma.

Un dinosauro astronauta nato da un’idea: il risultato dell’immaginazione, non della tecnologia

07 · Dal suo mondo alle sue piccole cose

Quella piccola idea può diventare qualcosa da portare ogni giorno.

Uno zaino, una borraccia, una sacca, una felpa, o una delle tante cose che lo accompagnano.

Le cose che usa ogni giorno, con dentro un pezzetto del suo mondo.

Una casa sull’albero, nata da un’idea

08

Una sua idea. Una cosa tutta sua.

Dai forma a quello che sta immaginando